sabato

Uno qualunque

"Ehi, ciao!"
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"Sì, sto tornando"
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"No, tutto a posto. Ho anche trovato da sedermi in treno anche se come al solito non c'è posto per stendere le gambe. Poi un giorno capirò perché mi becco sempre il sedile accanto ai ciccioni patologici, dio cristo."
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"No, mi han sentito. 'Sta gente ha perfino le orecchie troppo grasse per infilarcisi dentro gli auricolari"
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"Maffigurati che cazzo me ne frega. Piuttosto dim-"
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"Ah, sì, l'ho visto. Si è ripreso bene: ha detto che ora che ha comprato l'Harley lo rispettano tutti e non lo prendono più per il culo per il fatto che è dell'Inter e non ha finito l'IPSIA. Dice che la chiaroveggente gli ha detto che troverà la fidanzata, una acculturata e figa e quindi, adesso, passa tutti i sabati in libreria, però guarda solo le donne che guardano i libri sull'Harley"
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"Ma non so neanche se esistano i libri sull'Harley, figurati se so se esistono donne che. Dai, cazzo."
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"Comunque ieri sera, mentre tornavo da mia madre l'ho visto che svoltava dietro il capannone dell'Elettrolux"
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"Eh, sì, lì ci sta ancora il night dei gay. Non gliel'ho detto oggi, quando è passato a salutarmi, però secondo me mi ha vista, o ha riconosciuto la mia auto, perché ha iniziato a dire stronzate tipo che ieri sera è andato a casa della Ale, che se l'è fatta, che si amano, che stanno pianificando di scappare insieme e che probabilmente il figlio è suo e non del marito"
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"No, guarda, lascia perdere"
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"Ah, mia madre ti saluta. Mi ha dato anche un po' di cose per te"
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"No, infatti, alla grande. Abbiamo parlato un sacco, però bene. Anche se alla fine c’è stato un attimo di brivido quando la conversazione è virata su di te, poi sui nostri lavori e poi su come faremmo a mantenerci se volessimo metter su famiglia o anche solo se vogliamo avere la piena indipendenza e contare solo su di noi. Allora mi son girati un po’ i coglioni. Però alla fine è stato bello perchè io me ne stavo andando scazzata e le ho detto che non avrò una vita come l’ha fatta lei o come la maggior parte della gente sceglie di fare e lei mi ha detto va bene, allora spiegamela, dammi solo gli strumenti per capirti.
Ho pensato che ha detto una cosa molto bella. Dev’esser difficile per una madre capire che i figli vivono con poco e spendono poco e dormono sui divani degli altri anche a trent’anni. Insomma loro alla fine quello che sognavano a trent’anni era di avere una casa da soli e dei soldi da parte per.
Noi...Vabbè.
Tu hai corso ieri?"