Vorrei fare sport, ma non voglio essere legato a degli orari per svagarmi e divertirmi.
Vorrei uscire di più, ma per fare cosa?
Vorrei conoscere gente nuova, ma nei posti nuovi non conosco nessuno
Vorrei una famiglia, una casa, un'auto, ma non un lavoro d'ufficio.
Voi siete quelli privi di dubbi, immagino. Dall'espressione che fate, dico, siete quelli che sanno sempre tutto.
Quelli che han saputo fin da piccoli che volevano fare l'avvocato, il medico, l'ingegnere.
Quelli che non avevano dubbi: avrebbero sposato la fidanzata dell'università. Sì, non toccherò qui l'argomento dell'insegnante di tennis, tranquillo. Ah no, giusto, tu sapevi che non l'avrei fatto, che tua moglie non lo scoprirà mai.
Sì, scusa.
Sì, scusa.
Tu, così, a occhio e croce, sei uno di quelli che non piangono al cinema, perché tanto non è reale.
Beh, io, tra le poche cose che so, c'era che cucinare mi piaceva un casino e che avrei voluto fare qualcosa col cinema. O con la musica. O col teatro.
Ok, non è che lo sapessi proprio con precisione, però avevo una via, che quando non capisci niente è davvero tutto.
Cucinare è una figata perché puoi essere creativo, ma devi essere di una precisione matematica; basta una cazzata per rovinare il lavoro di ore. E' fantastico, infatti non ne avrei mai fatto il mio lavoro, però è diventata la mia seconda natura. Non ho mai comprato nulla - N U L L A - che fosse confezionato o con conservanti.
Ok, non è che lo sapessi proprio con precisione, però avevo una via, che quando non capisci niente è davvero tutto.
Cucinare è una figata perché puoi essere creativo, ma devi essere di una precisione matematica; basta una cazzata per rovinare il lavoro di ore. E' fantastico, infatti non ne avrei mai fatto il mio lavoro, però è diventata la mia seconda natura. Non ho mai comprato nulla - N U L L A - che fosse confezionato o con conservanti.
Di lavoro, invece, sono un luciaio: sono quello che ti permette di vedere i tuoi cantanti preferiti, l'attrice del tuo cuore, il tuo capo sul palco o chi per loro. Se sei stato ad un qualche tipo di evento sociale negli ultimi 6 anni, io ti ho visto e tu non hai visto me.
Non crederci, ma è la cosa che mi piace di più del mio lavoro. Se solo me ne fregasse qualcosa, io ti potrei sputtanare, perché ti ho visto come ti comportavi lì, lontano da quelli che credono di conoscerti.
Ma sì, lo sai che non lo farò, al limite non sai il perché.
Chieditelo, se hai coraggio, dai.
Insieme al lavoro ho trovato Daniela. Bella, indecisa, disoccupata, incapace di mantenersi, bella. Già detto, lo so.
Stiamo insieme da 5 anni, conviviamo da 4 anni e 11 mesi e mezzo.
L'ho dovuto fare perché se fossimo arrivati al punto in cui dovevamo valutare se andare a vivere insieme o no, non avrei mai deciso, così ho preferito buttargliela lì subito e vedere come reagiva.
E' andata, mi ha detto culo per una volta nella vita.
Da anni ogni giorno le preparo la colazione, il pranzo -primosecondodolce- e la cena -ascelta-.
Quando sono via per lavoro preparo tutto in anticipo e lei deve solo scaldare. Se non lo facessi mi mancherebbe un pezzo della mia vita.
Fino a tre mesi fa.
Tre mesi fa Daniela arriva e mi dice di essere incinta.
E' felicissima, ha sempre voluto un bambino, ultimamente stavamo meglio del solito e ormai le meringhe mi vengono della consistenza perfetta ogni volta.
Si guarda sempre allo specchio, tutto il tempo:
"Ma la mia pelle ti sembra diversa? Ho letto che diventa diversa in gravidanza"
"Non so, io non c-"
"Ma tipo è proprio ugualeuguale a ieri secondo te?"
"Cioè, è -"
Tre mesi fa lei ha scoperto di essere incinta ed io smesso di cucinare per lei.
Per lei, non per me.
Io il branzino in crosta di sale, le trofie al pesto con patate e fagiolini, le mousse al cioccolato e il gelato continuo a farli, solo che li mangio io o li butto. Un paio di volte ho portato il porceddu ai colleghi, ma solo a quelli che conosco da più di 5 anni.
Non crederci, ma è la cosa che mi piace di più del mio lavoro. Se solo me ne fregasse qualcosa, io ti potrei sputtanare, perché ti ho visto come ti comportavi lì, lontano da quelli che credono di conoscerti.
Ma sì, lo sai che non lo farò, al limite non sai il perché.
Chieditelo, se hai coraggio, dai.
Insieme al lavoro ho trovato Daniela. Bella, indecisa, disoccupata, incapace di mantenersi, bella. Già detto, lo so.
Stiamo insieme da 5 anni, conviviamo da 4 anni e 11 mesi e mezzo.
L'ho dovuto fare perché se fossimo arrivati al punto in cui dovevamo valutare se andare a vivere insieme o no, non avrei mai deciso, così ho preferito buttargliela lì subito e vedere come reagiva.
E' andata, mi ha detto culo per una volta nella vita.
Da anni ogni giorno le preparo la colazione, il pranzo -primosecondodolce- e la cena -ascelta-.
Quando sono via per lavoro preparo tutto in anticipo e lei deve solo scaldare. Se non lo facessi mi mancherebbe un pezzo della mia vita.
Fino a tre mesi fa.
Tre mesi fa Daniela arriva e mi dice di essere incinta.
E' felicissima, ha sempre voluto un bambino, ultimamente stavamo meglio del solito e ormai le meringhe mi vengono della consistenza perfetta ogni volta.
Si guarda sempre allo specchio, tutto il tempo:
"Ma la mia pelle ti sembra diversa? Ho letto che diventa diversa in gravidanza"
"Non so, io non c-"
"Ma tipo è proprio ugualeuguale a ieri secondo te?"
"Cioè, è -"
Tre mesi fa lei ha scoperto di essere incinta ed io smesso di cucinare per lei.
Per lei, non per me.
Io il branzino in crosta di sale, le trofie al pesto con patate e fagiolini, le mousse al cioccolato e il gelato continuo a farli, solo che li mangio io o li butto. Un paio di volte ho portato il porceddu ai colleghi, ma solo a quelli che conosco da più di 5 anni.
A Daniela do i muffin del supermercato, le dico che le sembrano diversi perché è incinta.
Il pesce è quello Findus, stessa motivazione.
La colazione è gentilmente offerta dalla Mulino Bianco.
Per lo meno all'inizio le porzioni erano normali.
Come prima cosa, poi, ho smesso di comprare l'acqua e i succhi bio.
Poi ho proprio smesso di comperare qualunque cosa fosse liquida e ho raddoppiato le porzioni di tutta quella merda da supermercato.
Quando lei mi ha denunciato eravamo arrivati a plumcake, camille, biscotti senza latte/the, pan di brioche e merendine del discount senza farcitura alcuna. Solo per colazione.
C'è proprio scritto anche nella sentenza di primo grado:
"La corte riconosce l’imputato colpevole di tentato omicidio per soffocamento per aver presentato a colazione i seguenti prodotti: plumcake, camille, biscotti senza latte/the, pan di brioche, merendine del discount senza farcitura alcuna".
Non sembra neanche vera, e invece.
Vorrei uscire di qui solo per ricominciare a cucinare bene. Non so cosa vorrei fare, forse il porceddu che ormai è il mio piatto preferito.
Ironia della sorte: il porceddu ho dovuto imparare a farlo dopo che ho detto a Daniela che avevo un lavoro in Sardegna e che mi sarei fermato un paio di giorni in più proprio per godermi un po' quella terra.
In realtà ero alla clinica della fertilità di Genova.
A lei non ho mai detto che sono sterile.
Neanche ai miei avvocati.
Lo dico a te perché vedere il tuo sguardo vacillante e non più sicuro come prima vale ogni singola cosa che ho fatto finora.
Forse, d'ora in poi, starai più attento
Il pesce è quello Findus, stessa motivazione.
La colazione è gentilmente offerta dalla Mulino Bianco.
Per lo meno all'inizio le porzioni erano normali.
Come prima cosa, poi, ho smesso di comprare l'acqua e i succhi bio.
Poi ho proprio smesso di comperare qualunque cosa fosse liquida e ho raddoppiato le porzioni di tutta quella merda da supermercato.
Quando lei mi ha denunciato eravamo arrivati a plumcake, camille, biscotti senza latte/the, pan di brioche e merendine del discount senza farcitura alcuna. Solo per colazione.
C'è proprio scritto anche nella sentenza di primo grado:
"La corte riconosce l’imputato colpevole di tentato omicidio per soffocamento per aver presentato a colazione i seguenti prodotti: plumcake, camille, biscotti senza latte/the, pan di brioche, merendine del discount senza farcitura alcuna".
Non sembra neanche vera, e invece.
Vorrei uscire di qui solo per ricominciare a cucinare bene. Non so cosa vorrei fare, forse il porceddu che ormai è il mio piatto preferito.
Ironia della sorte: il porceddu ho dovuto imparare a farlo dopo che ho detto a Daniela che avevo un lavoro in Sardegna e che mi sarei fermato un paio di giorni in più proprio per godermi un po' quella terra.
In realtà ero alla clinica della fertilità di Genova.
A lei non ho mai detto che sono sterile.
Neanche ai miei avvocati.
Lo dico a te perché vedere il tuo sguardo vacillante e non più sicuro come prima vale ogni singola cosa che ho fatto finora.
Forse, d'ora in poi, starai più attento