sabato

Dora

La casa di Dora sa di caffè.
A me non è permesso bere caffè, il Maestro dice che nove anni sono pochi per diventare dipendenti da qualcosa, bisogna essere più grandi e scegliersi le cose che ti incateneranno a loro, come con l’amore.
Io lo chiamo il Maestro anche se lui mi ha adottato e quindi è il mio papà. Dora lo chiama il Maestro e a me piace Dora, secondo me ha ragione lei.
Mi piace anche Lillo, il cane di Dora. Sa di caffè anche lui anche se non gliel’ho mai visto bere. Non so quanti anni abbia, non so se è grande abbastanza e se si è già innamorato.

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Oggi Lillo è corso da me con in bocca uno dei legnetti che Dora usa per raccogliersi i capelli. Non so proprio come faccia a farli stare su così, credo sia una maga o una strega, ma è troppo bella per essere una strega e poi le streghe hanno i gatti.
Nella foto che il Maestro tiene nascosta nel cassetto della cucina, lei ha gli occhi buoni e sta dando da mangiare a Lillo.
Quando la guarda, il Maestro fa una faccia strana e beve sempre il caffè, però quando va da lei fa un’altra faccia, come se fosse una vicina di casa normale, come la signora Ciani.

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Sono andato a fare i compiti fuori, vicino a Lillo, mentre il Maestro parlava a Dora.
Volevo vedere se è vero che i cani mangiano i compiti dei bambini, ma poi ho pensato che li dovevo rifare e che forse mi sarei arrabbiato con Lillo.
Mentre tornavo a casa ho sentito il Maestro che diceva: "Dovrai avere il controllo su ogni cosa"
"Le cose sfuggono" ha detto Dora.
"Potrai controllare ogni cosa se accetti di non controllare nulla, fai del caos il tuo unico ordine".
Dora si è alzata e ha preparato il caffè. Io spero che Lillo non fugga mai, ma secondo me non lo fa.

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Ho chiesto al Maestro come mai vive in questo paesino e se non fosse meglio trasferirsi in città, magari le persone che hanno bisogno di lui sarebbero contente di non farsi tutta quella strada solo per parlargli. I miei amici stanno tutti in città e i loro papà e le loro mamme fanno fatica a raggiungere casa mia e del Maestro, anche se quando vanno via sono tutti felici e lo ringraziano moltissimo.
Mi ha detto una cosa che non ho capito, ma forse sono io che non stavo ascoltando: ho troppi compiti e non vedo Lillo da tanto.
I grandi capiscono sempre quello che dice il Maestro.

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Prima sono andato da Lillo, perché mi mancava.
Sono entrato a salutare Dora e l’ho trovata impiccata al lampadario. Era bella anche se era troppo bianca. Era truccata come nella foto del Maestro, però ora una scarpa era sul piede e l’altra sul pavimento.
Ho accarezzato Lillo e ho visto che sul tavolo c’era un biglietto.
"C'è troppo ordine nel mio caos", c'era scritto sul biglietto.
Solo questo.
La tendina azzurra si muoveva con la brezza, una tazzina col fondo sporco di caffè ormai secco teneva fermo il piccolo foglio di carta, sulla tazzina si vedeva il segno del rossetto.
Ho preso il foglio e l’ho messo vicino a Lillo, ma non è vero che i cani mangiano i fogli scritti.
Ho provato a portarlo fuori a giocare ma non voleva muoversi.

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Tutti hanno saputo di Dora, ma il Maestro ha consolato tutti quelli che andavano da lui.
Lillo è morto 5 giorni dopo Dora, ma nessuno ha consolato me.
Il Maestro non lo sa ma ieri notte ho scambiato le bacche che mangia sempre e che dà ai visitatori con quelle di Belladonna. So che sono velenose, ho sentito che lo diceva alla mamma di un mio amico.
Per non prenderle anch’io, stamattina ho detto che avevo mal di pancia.
Volevo scambiare uno degli infusi con lo stramonio, ma il Maestro mi ha detto che è l’erba delle streghe e Dora non era una strega.
Era bellissima e Lillo era il mio migliore amico.
Credo che oggi mi farò chiamare Maestro, ma ancora non so se posso bere il caffè.

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